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Anatomia del Naso Rinoplastica
Anatomia del naso applicata alla rinoplastica secondo Joseph
Il naso è costituito fondamentalmente di tre parti: la parte ossea che è quella più in alto che si trova tra gli occhi (piramide ossea), la parte cartilaginea che si trova in mezzo tra la punta e la parte ossea (cartilagini triangolari) ed infine la punta, fatta anche essa di cartilagine: le cartilagini alari (vedi il riferimento scientifico numero 6). Queste tre parti vengono indicate come zone di Joseph e l'ipertrofia di ognuna di queste indicherà su quale strutture il chirurgo dovrà agire. Parlando di anatomia del naso applicata alla rinoplastica inoltre esiste anche una relazione inversamente proporzionale tra pelle spessa e spessore delle cartilagini sottostanti. Queste caratteristiche sono determinanti per il risultato finale poichè pelli più spesse limitano il risultato estetico finale (le cartilagini non sostengono sufficientemente e il naso che non assume una forma ben definita) e pelli più fine lasciano trasparire più frequentemente imperfezioni sottostanti dopo l'intervento.
Un poco di storia L'anatomia del naso da un punto di vista chirurgico è stata probabilmente studiata in maniera efficace per la prima volta da Jakob Levin Joseph nel 1898, che più di 100 anni fà, pubblicava uno studio ancora oggi estremamente attuale sulla tecnica chirurgiaca applicata alla rinoplastica. Considerato pioniere della moderna rinologia, ed in particolare delle tecniche chiuse di rinoplastica. Si racconta che per avere una migliore sensibilità tattile durante gli interventi di rinoplastica Joseph arrivava a tagliare i guanti chirurgici sulla punta delle dita. Meticoloso, disegnava e classificava tutte le sue scoperte e nel 1932 le pubblicava su "Nasenplastik und Soustige Gesichtspastik". Lo stesso Joseph diffuse le metodologie in tutta europa. Successivamente Aufricht esportò tali tecniche negli Stati Uniti.
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