Blefaroplastica complicazioni

Complicazione tipica di una blefaroplastica: Sclera
apparente - il bordo inferiore della palpebra col paziente che guarda
dritto in avanti non è tangente all'iride e mostra il bianco
della sclera.
Recentemente il marito di una mia paziente, che avevo
già operato, si mostrò interessato all’intervento
di blefaroplastica, riferendomi di non aver mai voluto sottoporsi prima
a questo tipo di intervento, per l’aspetto che assumevano le persone
che aveva conosciuto e che si erano sottoposte a questo intervento.
Il terrore più grande del paziente che sta per sottoporsi ad
una blefaroplastica è che la palpebra, dopo l’intervento,
possa retrarsi addirittura rigirandosi in fuori su se stessa, mostrando
inferiormente tutto il globo oculare: stiamo parlando dell’ectropion,
una complicazione grave, che tuttavia raramente avviene, per lo più
in seguito ad errori grossolani di tecnica (vedi il riferimento scientifico
numero 14).
Tuttavia pochi si rendono conto dell’esistenza una complicazione
estremamente frequente, quasi impercepibile ad occhio non esperto che
può avvenire dopo una blefaroplastica, che dà l’aspetto
dell' occhio "tondo": si chiama “Sclera Apparente”.
Il bordo della palpebra inferiore in condizioni normali, con il paziente,
che guarda dritto davanti a se, deve essere tangente al bordo inferiore
dell’iride, cioè alla sfera che da il colore agli occhi
e non deve mostrare il bianco degli occhi sotto l’iride (vedi
il riferimento scientifico numero 15).
Se sotto il bordo inferiore dell’iride compare il bianco dell’occhio,
lo sguardo assume inevitabilmente quell'aspetto tipico, rotondeggiante,
di cui noi stiamo parlando.
La sclera apparente si manifesta generalmente dopo una blefaroplastica,
per un eccesso di asportazione di pelle e/o muscolo delle palpebre inferiori
e può essere presente centralmente o anche lateralmente.
Se ci soffermiamo a pensare che uno o due millimetri fanno la differenza
tra un intervento di blefaroplastica ben riuscito e una complicazione
che altera la fisionomia dello sguardo, sicuramente la scelta del chirurgo
non deve essere fatta superficialmente quando ci si vuole sottoporre
ad un intervento su questa delicata area anatomica.
Alcuni pazienti dopo l’intervento di blefaroplastica
si lamentano perché secondo loro l’occhio ha assunto un
aspetto piangente. E’ questo quasi sempre un problema transitorio
generalmente legato ad edemi e retrazioni fibrotiche post-operatorie,
che si risolve dopo qualche tempo.
L’accentuazione di questo fenomeno dopo l’intervento è
dovuto nella nostra popolazione alla posizione del legamento che fissa
l’angolo laterale dell’occhio all’osso, che a differenza
di altre popolazioni (nordica ad esempio) è in posizione chiamata
“antimongoloide” ossia leggermente più in basso rispetto
al punto di fissazione dell’angolo mediale o interno dell’occhio
(vedi il riferimento scientifico numero 16).
Per questo è molto importante avere sempre a disposizione le
foto prima dell’intervento per poter valutare volta per volta,
se questo aspetto è conseguenza del normale processo di guarigione
dell’occhio o se sono intervenute condizioni particolari che hanno
prodotto un certo problema e che quindi vanno risolte in tempi successivi
blefarolastica.