Chirurgia Estetica - Lifting
Risultati dell'intervento
Un'altra domanda che mi viene frequentemente posta da
chi si accinge ad eseguire il lifting del viso è quanto dura
l’effetto dell’intervento chirurgico.
Il Prof. Millard, considerato un luminare della chirurgia plastica statunitense,
ha fatto costruire una palla di vetro, che ha piazzato sulla scrivania
del suo studio e ogni volta che gli si fa questa domanda, si rivolge
a lei scherzosamente. Dal canto nostro evitando di essere polemici e
cercando di rispondere ad una domanda tutto sommato legittima del paziente,
possiamo dire che il risultato finale e la durata di un lifting del
viso, dipende da una ampia gamma di fattori: dal tipo, dalla qualità
e dalla condizione di partenza della pelle; dall’età in
cui viene effettuato l’intervento, dal cedimento delle strutture
muscolari profonde, dalla struttura ossea, dalla tecnica che viene utilizzata
e infine dal chirurgo.
Inoltre il processo di invecchiamento pur se in maniera costante avviene
con velocità differenti in ogni individuo ed in periodi di vita
differenti nella stessa persona, mostrandosi in maniera più accentuata
in diverse regioni anatomiche del viso, secondo influenze ereditarie
e congenite.
Inoltre altri fattori che influiscono sui processi di invecchiamento
sono gli stati di stress, l’alimentazione, lo stato di salute
generale, le attenzioni e l’idratazione della pelle e l’esposizione
solare.
Da un punto di vista obiettivo possiamo dire che procedimenti più
aggressivi garantiscono un risultato più duraturo nel tempo.
Il trattamento del muscolo sottostante ( SMAS ), secondo me non produce
risultati migliori da un punto di vista qualitativo, rispetto ad un
lifting esclusivamente sottocutaneo, ma una tenuta maggiore nel tempo,
specie se ben indicato, nei pazienti con cedimento del muscolo e non
solo della pelle e del sottocute.
La rivoluzione secondo me, in termini di durata, rimangono comunque
i procedimenti con scollamento del periostio da molti autori definiti
“permanenti” in base a loro casistiche ed esperienze a lungo
termine. Esempi sono i casi ripresentati ai congressi di alcuni pazienti,
dopo 25 anni dal lifting sottoperiostale, del Prof. Cassio Amaral dell’Università
di Campinas, che dimostrano un risultato ancora perfettamente conservato.
Chi come me ha avuto modo di partecipare ai corsi del Prof. Psillakis,
uno dei pionieri di queste tecniche, avrà certamente avuto modo
di vedere come si insisteva nel descrivere le tecniche, che producessero
risultati “definitivi”. La mia esperienza con l’utilizzo
dei lifting sottoperiostali risale a circa 5 anni fa, con risultati
finora ottimi, sperando di poter arrivare tra 20 anni a confermare le
tesi di questi autori.
In via orientativa un buon lifting dovrebbe tenere per lo meno 15 anni,
anche se in Brasile dove si fa molto ricorso a questo intervento il
tempo medio tra un primo e un secondo lifting è stimato intorno
ai 10 anni.