chirurgia estetica
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Chirurgia Plastica - Orecchie a Ventola

Procedimento chirurgico

Per lavorare chirurgicamente sulle orecchie si incide la pelle posteriormente utilizzando il punto in cui la parte posteriore dell’orecchio incontra il capo. La cicatrice risulterà nascosta proprio all’interno di quella piega, che la renderà praticamente invisibile.
Le tecniche per intervenire sul padiglione auricolare sono moltissime. In questi casi, secondo me, probabilmente ancora non esiste una tecnica superiore rispetto alle altre o comunque nessuna di quelle esistenti funziona meglio delle altre. E’ tuttavia possibile fare una distinzione tra le tecniche conservative e le tecniche più aggressive. Per fare degli esempi, la Tecnica dei Punti di Sutura di Mustardè per flettere la cartilagine, dove costituzionalmente non si è modellata è considerata una tecnica conservativa rispetto ad esempio alla tecnica dell’Isola del Prof. Pitanguy in cui la cartilagine dell’antielice viene effettivamente incisa e non solo trazionata da suture.
Anche dal punto di vista del “cosa correggere”, esiste una certa confusione: anatomicamente parlando, qualora esista un difetto dell’antielice è questo che andrebbe trattato, non la conca auricolare e viceversa, eppure alcuni autori utilizzano tecniche, che non considerano molto il lato anatomico, ottenendo nello stesso tempo, risultati molto buoni. Esempi in questo senso sono la tecnica delle microincisioni del Prof. Jeorge Ely, che tratta solo ed esclusivamente l’antielice, anche in presenza di ipertrofia della conca con microincisioni multiple di 2-3 millimetri, o le metodiche applicate da Juri (ARG), che invece al contrario, prevedono sempre l’asportazione di una parte della conca auricolare, anche se non ipertrofica.
Personalmente, l’idea che mi sono fatto, in base alla mia esperienza è che tecniche più aggressive, ad esempio di scarificazione o incisioni delle cartilagini, associate a suture di sicurezza interne, siano la garanzia di un risultato duraturo e definitivo, evitando spiacevoli recidive del problema. Non dimentichiamoci infatti, che la cartilagine essendo un tessuto elastico tende nel tempo a riportarsi nella posizione originale, ecco perché tra gli addetti ai lavori si dice che la cartilagine ha “memoria”.

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