Correzione Ginecomastia
I motivi che ci conducono spesso in sala operatoria per
la correzione della ginecomastia sono oltre quello estetico, anche quello
sintomatologico, ossia il volume produce un fastidio reale.
Anche nei casi di pazienti affetti da altre patologie che aumentano
il rischio di carcinoma al livello ghiandolare come nella sindrome di
Klinefelter e infine nelle ginecomastie di vecchia data associate a
fibrosi dei tessuti, andrebbe essere preso in considerazione l'intervento
chirurgico di necessità.
Con l’avvento della liposuzione, si pensava di
aver risolto tutti i problemi di correzione della ginecomastia maschile
mediante procedimenti aspirativi. Il vantaggio di tali interventi è
che si effettuano esclusivamente praticando piccole incisioni di qualche
millimetro per consentire il passaggio delle cannule, che aspirando
andrebbero a rimuovere il tessuto in eccesso. L’unica vera limitazione
è che la liposuzione riesce ad aspirare il grasso efficacemente,
ma non la ghiandola mammaria. Per questo è solito dire che la
ginecomastia falsa (formata da grasso) si aspira con la liposuzione
e la ginecomastia vera (formata da ghiandola) si opera con incisioni
tradizionali.
Il problema è che nella quasi totalità dei casi i pazienti
presentano ginecomastie miste, dove coesistono grasso e ghiandola, in
quantità aumentate. Secondo la mia esperienza, i casi risolvibili
semplicemente con la liposuzione isolata sono rari, mentre nella maggior
parte dei casi per la correzione della ginecomastia occorre l'asportazione
di ghiandola eccedente, mediante una incisione generalmente localizzata
sull’areola, completando poi l’intervento mediante la liposuzione
per ridurre e/o rendere omogenea la componente adiposa.
Liposuzioni isolate producono una incidenza molto elevata di risultati
insoddisfacenti anche in presenza di piccoli quantitativi di tessuto
ghiandolare eccedente da asportare.