Il Lifting del Viso
Chiariamoci le idee
A che età eseguire il lifting del viso?
La domanda più frequente che mi viene posta dalle persone è
“a che età eseguire il lifting?”
Rispondo sempre, che questa deve essere una decisione personale del
paziente, mentre il medico si dovrebbe limitare a giudicare le aspettative
del paziente circa i risultati e consigliare o sconsigliare l’intervento.
Non è obbligatorio dover necessariamente fare qualcosa per migliorare
il proprio volto, quando questo inizia a mostrare i primi segni di invecchiamento.
Semplicemente il paziente potrebbe sottoporsi all’intervento quando
si sente motivato, ne ha voglia o ne sente la necessità.
Anche i consigli degli amici possono essere fuorvianti,
visto che c’è sempre chi vede solo i casi negativi e mal
riusciti ed è pronto a generalizzare sui risultati ottenibili
mediante questo o quel procedimento.
Perché eseguire il lifting del viso ?
Nella nostra cultura andare frequentemente dal parrucchiere, dall’estetista
per mantenere il proprio aspetto è normale, tuttavia quando si
parla di interventi chirurgici, spesso ci si tira indietro, forse pensando
agli eventuali commenti del tipo: “… certo che è
bella, ha fatto una plastica”
Come se, per migliorare il proprio aspetto si fosse barato, vista anche
la preferenza nella nostra cultura a non commentare con gli altri il
fatto di essersi sottoposti ad un intervento di chirurgia estetica.
Tuttavia se esiste una evoluzione dei processi tecnologici, non si capisce
perché tingersi i capelli e mettersi le lenti a contatto colorate
negli occhi sia considerato tutto sommato normale ed eseguire un procedimento
chirurgico in grado di migliorare l’aspetto, sia considerato al
giorno d’oggi ancora come qualcosa di strano o esagerato.
Una signora brasiliana, mia paziente, che da anni vive in Italia, mi
diceva, che le donne italiane in ricorrenze importanti come matrimoni
e ricevimenti sono disposte a spendere migliaia di euro per abiti e
preziosi, per potersi presentare con l’abito nuovo ma aggiunge
lei, con “la faccia della vecchia”. Io devo dire comunque,
che neanche andare al matrimonio col viso nuovo e col vestitino comprato
al mercato, sia la cosa migliore, come spesso invece si tende a fare
in certe culture del sud america. Gli eccessi andrebbero sempre e comunque
evitati, tuttavia il non sentirsi più a proprio agio con gli
altri, indipendentemente dal vestito firmato, che si indossa, potrebbe
essere uno stimolo per iniziare a pensare ad un eventuale procedimento
di ringiovanimento del volto.
La giusta attitudine per affrontare un intervento del
viso è quella di riflettere sul fatto che il lifting sarà
fatto esclusivamente per soddisfare se stessi, con un risultato personalizzato
e unico: le mie pazienti mi riferiscono commenti tipo: “…
ma come ti vedo bene!”, o di amiche che continuano a guardarle,
ammirandole senza riuscire a spiegarsi cosa abbiano fatto realmente.
Il concetto importante è che un lifting, se ben eseguito, non
deve dimostrarsi in maniera stravolgente e palese, ma apparire del tutto
naturale.
La “teoria” secondo cui, trattamenti più
conservativi produrrebbero risultati più naturali è completamente
discutibile: nella maggior parte dei casi in cui i risultati, realizzati
con tecniche conservative, vengono passati come più naturali,
sono in realtà dei casi dagli esiti mediocri.
Il risultato naturale è quello, che restituisce l’equilibrio
e l’armonia di un viso sottoposto al processo di invecchiamento
e non un risultato che ancora mette in evidenza il problema ( passato
per più naturale ). Sta quindi al medico saper individuare quali
aree del viso risultano più invecchiate e vadano trattate in
maniera più aggressiva e quelle che andranno maggiormente equilibrate.
Il lifting del viso ringiovanisce o fa anche diventare
belli?
Fino a qualche anno fa erano tutti d’accordo sul concetto, che
il lifting fosse esclusivamente un trattamento di ringiovanimento del
volto e non di abbellimento, nel senso che una paziente, che da giovane
aveva tratti somatici non eleganti, comunque non sarebbe mai diventata
più bella dopo un lifting, ma avrebbe solo dimostrato meno anni.
Questo è un altro motivo per cui spesso si dice, che fare un
lifting a una bella donna produce un risultato nettamente superiore
rispetto al risultato, che si otterrebbe su una donna, che da giovane
non era molto carina.
Oggi il concetto secondo cui il lifting sia solo un trattamento
per ringiovanire il viso è messo in discussione da una serie
di concetti.
L’esempio più calzante è dato dai piccoli pazienti,
che nascono affetti da malattie con alterazione dei rapporti scheletrici
del viso, come avviene ad esempio nella Sindrome di Treacher Collins,
o nella Sindrome di Crouzon. Tali bambini nascono con un aspetto senile
del viso, che tuttavia ritorna ad avere le caratteristiche proprie della
loro età, solo dopo che i rapporti scheletrici vengono chirurgicamente
corretti. Quindi stravolgendo il concetto precedente possiamo dire con
sicurezza che l’abbellimento raggiunto mediante l’equilibrio
delle strutture e delle proporzioni del viso, a sua volta ringiovanisce.
Per capire questo non facile concetto, bisogna comprendere che l’invecchiamento
agisce a tutti i livelli, compreso quello osseo dove per fare qualche
esempio con la vecchiaia gli zigomi si appiattiscono e si allungano
verso il basso e il mento si fa più sfuggente. Quindi se il processo
di invecchiamento colpisce maggiormente la parte ossea, in casi specifici,
si potrebbe prendere in considerazione la correzione dell’osso
oltre alla trazione della pelle, poiché l’effetto, che
produrremmo genericamente trazionando la cute sarà quello di
un viso privo di rughe, ma su uno scheletro anziano, quindi tirato e
innaturale, al contrario di ciò che occorrerebbe se il trattamento
fosse finalizzato alle strutture che stanno producendo il maggior grado
di invecchiamento.
Quando propongo ad esempio di inserire alcune piccole protesi di metilene
per correggere determinate parti dello scheletro facciale in pazienti,
che mi richiedono il lifting, mi sento dire dal paziente, che non vorrebbe
stravolgere la propria fisionomia, ma paradossalmente una correzione
mediante riequilibro dei difetti delle strutture profonde tende ad ottimizzare
il risultato rendendolo più naturale, al contrario di chi si
ostina a tutti i costi a trazionare la pelle, come unico ed esclusivo
mezzo di ringiovanimento.