Negli Stati Uniti all’inizio degli anni 90, in
virtù di regolamenti ferrei, l’accesso alle sale operatorie
era limitato ai possessori di specialità chirurgiche, tagliando
fuori tutti i medici possessori di specialità mediche come la
Dermatologia, la Medicina Estetica, che comunque avrebbero avuto interesse
a far proprio un procedimento che almeno apparentemente da un punto
di vista tecnico non sembrava così difficile da eseguire.
Nel novembre del 1993 un Dermatologo americano Jeffrey Klein pubblicava
una nuova tecnica anestetica: l’Anestesia Tumescente ( vedi il
riferimento scientifico numero 9 ) basata su precedenti esperienze realizzate
nel 1980 in Brasile dal Chirurgo Plastico Luiz Sergio Toledo ( vedi
il riferimento scientifico numero 10 ).
La tecnica Tumescente che secondo me ha costituito un reale avanzamento
tecnologico nell’ambito della liposuzione, si è anche rivelata
la principale fonte di problemi, non certo per il tipo di anestesia
estremamente sicura, quanto per il fatto che questa rivoluzionaria tecnica
ha dato la possibilità di eseguire la Liposuzione in anestesia
completamente locale, permettendo il procedimento anche in ambulatorio.
Con l’avvento della Tecnica Tumescente era stato abbattuto quel
filtro che restringeva l’uso della Liposuzione ad ambienti controllati
e personale specialistico.
Molti medici, a volte senza la necessaria preparazione,
attratti dalle opportunità finanziarie create dai media, intorno
alla Liposuzione, si sono letteralmente “buttati” in questo
campo in assenza della pur minima preparazione chirurgica specialistica.
A partire dal 1996 dopo l’avvento della tecnica
tumescente e l’aumento di medici di altre specialità che
iniziavano ad inserire la liposuzione nel proprio repertorio, iniziarono
ad apparire le prime complicazioni mortali. Tra queste edemi polmonari,
arresti cardiaci, intossicazioni da anestetico, shock ipovolemici.
Medici a volte impreparati ed incapaci di valutare e
interpretare i dati anamnestici dei pazienti prima dell’intervento
hanno contribuito a questo scenario.
Complicazioni che hanno portato alla morte alcuni pazienti sono attribuibili
al risultato di multipli fattori che interagiscono l’uno con l’altro
quando combinati con l’Anestesia Tumescente.
Ad obesità, anomalie endocrine e fumo associate all’uso
della Tecnica Tumescente sono attribuibili la quasi totalità
dei casi di edema polmonare.
Farmaci usati correntemente come antidepressivi, diuretici, lassativi,
contraccettivi, antinfiammatori andrebbero presi in considerazione e
valutati correttamente prima di eseguire l’intervento.
Stili di vita associati a diete rigide ( deficit di proteine e albumine
nel sangue ) o esercizio fisico eccessivo ( tessuti altamente vascolarizzati,
deficit elettrolitico ), vanno tenuti in debito conto poiché
possono inaspettatamente condurre a gravi, a volte irreversibili complicazioni,
durante gli interventi di liposuzione, in pazienti perfettamente sani
( vedi il riferimento scientifico numero 1, 10 ).
Anche da un punto di vista tecnico a volte vengono commessi
errori grossolani: la Tecnica Tumescente nasce per essere eseguita in
anestesia locale assoluta, mentre molti medici la associano a potenti
sedativi endovenosi, che sembrerebbero competere sugli stessi recettori
dell’ anestetico locale somministrato al livello del tessuto sotto
cutaneo, provocando stati di tossicità a volte irreversibili.
Altre volte chirurghi mischiano a piacimento anestetici locali semplicemente
basandosi su una propria dubbia esperienza, senza fondamento scientifico,
finendo per inserire anestetici locali incompatibili o cardiotossici
nella soluzione anestetica.
Molte volte il cocktel anestetico viene preparato da terzi: un caso
di morte avvenuto negli Stati Uniti è stato attribuito al fatto
che l’infermiera aveva preparato la soluzione anestetica invertendo
i farmaci e collocando così 5 fiale di adrenalina ed una di lidocaina
invece del contrario, causando al paziente complicazioni cardiache irreversibili
( vedi il riferimento scientifico numero 10 ).
Secondo me il modo per evitare tali complicazioni è
prima di tutto non tacerle, ma renderle note e cercare di mettere in
condizione il paziente di capire di più su questo confuso argomento.
Un passo nella giusta direzione è stato recentemente fatto negli
Stati Uniti creando una Task Force Internazionale, che indaga e valuta
i motivi per cui è avvenuta una determinata complicazione ( vedi
il riferimento scientifico numero 11 ). Oggi cioè noi chirurghi
abbiamo in teoria, la possibilità di conoscere, grazie a questi
gruppi di ricerca, tutti i casi di complicazioni mortali e valutare
il perché si sono verificati e qui voglio dare un secondo importante
consiglio: rivolgetevi esclusivamente a chirurghi plastici che appartengano
a società ufficiali, perché nell’ambito di queste
comunità si è in grado di valutare anche singoli episodi
e spiegarne i motivi. Dico questo perché spesso mi trovo a dover
rispondere o giustificare episodi avvenuti, che personalmente non conosco
e di cui addirittura non ne capisco la dinamica.
Cercare di spiegare il perché ad esempio, recentemente qui in
Italia ci siano stati due episodi mortali attribuiti a infezione, per
mano dello stesso operatore, dopo liposuzione, non è affatto
semplice: nell’ambito della comunità internazionale ufficiale
non risultano casi concomitanti di morte per infezione generalizzata
durante procedimenti di liposuzione eppure qualcuno, proprio qui in
Italia è riuscito a produrre tali complicazioni, che tuttavia
non saranno mai prese in considerazione, al livello internazionale perché
non valutabili, cioè eseguite in ambiti non ufficiali ( si è
parlato di medici che non erano chirurghi plastici…) e quindi
nell’impossibilità di sapere se siano state eseguite seguendo
correttamente le procedure chirurgiche di base di ambito specialistico.
In altre parole se l’esito infausto è dovuto a un reale
motivo oscuro ancora non perfettamente spiegato o all’incompetenza
del chirurgo ( esempio: sono stati perforati visceri interni durante
il procedimento ) o dall’ambiente inadatto usato per eseguire
questi interventi ( esempio: l’intervento è stato eseguito
in un lettino di ambulatorio in una stanza normale non trattata asetticamente
o sono stati sterilizzati impropriamente gli strumenti ).
Posso concludere solo riportando ciò che Grazer, un Chirurgo
Plastico Americano, affermò pubblicamente nel 1989 durante un
congresso a Zurigo:
“Si può insegnare ad un Orangutango a muovere una cannula
di Liposuzione avanti e indietro, ma è la valutazione e il giudizio
del medico specialista, prima, durante e dopo il procedimento ciò
che ogni paziente merita veramente.”