Mastopessi Periareolare e Verticale
Incisioni

Anche le incisioni riprendono i concetti della mastoplastica
riduttiva. La lunghezza e il tipo di incisione vanno studiati, a mio
avviso, sulla base di 3 fattori fondamentali, che sono: il grado di
ptosi, la grandezza della base mammaria e la forma del cono mammario.
La corsa esasperata alla riduzione della lunghezza delle cicatrici,
non è secondo me il punto principale da prendere in considerazione
per questo tipo di intervento, anche se sentirsi dire dal chirurgo,
che il proprio intervento è fattibile con una cicatrice intorno
alla areola invece, che utilizzando incisioni verticali o in piccola
“T” rovesciata è certamente più invogliante.
Sottolineo questo concetto perché provengo da una scuola di chirurgia
plastica in cui il direttore Prof. Pedro Martins è conosciuto
nel sud america come uno dei precursori della mastoplastica riduttiva
e/o mastopessi con cicatrice esclusivamente intorno all’areola
( periareolare ). Eppure lui stesso la indica in non più del
30 % dei casi, che gli si presentano. Il problema limitante è
sempre la quantità di pelle presente e il volume della ghiandola,
per cui se l’eccesso di pelle è importante, la cicatrice
deve necessariamente essere maggiore, per asportare una quantità
di pelle maggiore. Questo non significa che l’intervento comunque
non sia tecnicamente fattibile con cicatrici minime. Voglio solo dire,
che forzare le indicazioni per ridurre le incisioni per invogliare le
pazienti produce risultati deludenti ( seni schiacciati e flaccidi,
forme non in armonia, ecc ).
Secondo me la vera rivoluzione della chirurgia plastica nel prossimo
futuro se ci sarà, non sarà a base di cellule staminali
o ipotetici trapianti di faccia, ma sarà dovuta ad una scoperta
che ci dia la possibilità di produrre una retrazione della pelle
oltre quelle che sono le condizioni fisiologiche attuali. Allora potremmo
riparlare di cicatrici, di endoscopia e di liposuzioni.