Domande e risposte sulle protesi del seno
Nel corso degli ultimi 2 anni ho ricevuto molte richieste
di spiegazioni via e-mail da parte di persone, su argomenti riguardanti
la Mastoplastica Additiva. Pensando di fare cosa gradita, dopo essermi
reso conto che la maggior parte dei dubbi si ripetevano su determinate
tematiche probabilmente di più difficile comprensione, ho deciso
di pubblicarli sotto forma di generiche domande e risposte, per chiarire
ulteriormente gli eventuali interrogativi, che interessano coloro, che
vorrebbero sottoporsi a questo tipo di intervento chirurgico.
00 Il seno rifatto è
riconoscibile alla vista e al tatto? >>
01 Ho una cicatrizzazione non buona,
mi consiglia la mastoplastica additiva? >>
02 Ho la mastopatia fibrocistica e in
famiglia ci sono stati casi di cancro alla mammella. Posso mettere le
protesi al seno? >>
03 In seguito ad un dimagrimento il
mio seno si è svuotato ed è caduto. E’ meglio mettere
le protesi o fare la mastopessi? >>
04 Possono essere indicate le protesi
mammarie per la perdita di tonicità del seno? >>
05 Ho 19 anni, il mio seno può
ancora crescere? Mi posso operare a questa età? >>
06 Quali sono gli esami necessari per
eseguire la Mastoplastica Additiva? >>
07 E’ normale avere paura prima
di fare questo tipo di intervento? >>
08 E’ meglio farsi operare in
clinica o in ospedale? >>
09 Occorre massaggiare le protesi, dopo
averle messe? >>
10 Il drenaggio nel post-operatorio
è sempre necessario? >>
11 Potrei perdere la sensibilità
del seno dopo un intervento di Mastoplastica Additiva? >>
12 Cosa mi dice sulla possibilità
che io abbia una contrattura capsulare dopo l’inserimento delle
protesi? >>
13 Per quale motivo non consiglia l’incisione
sotto la piega mammaria per inserire le protesi? >>
14 E’ risaputo che non tutti i
chirurghi hanno esperienza con l’accesso ascellare, per mettere
le protesi, come faccio per sapere se mi posso fidare oppure no? >>
15 E’ necessario avere un’attrezzatura
particolare per inserire le protesi per via ascellare? >>
16 Ho sentito dire, che qualora avessi
un problema anche se l’incisione è stata fatta sull’ascella,
occorre comunque incidere sotto la piega mammaria per rimuovere la protesi?
>>
17 Quali sono i motivi che rendono assolutamente
necessaria la rimozione o la sostituzione delle protesi? >>
18 Consiglia le protesi di silicone
o esistono alternative più valide? >>
19 L'utilizzo di tecniche alternative
per l’aumento del volume del seno come il grasso o sostanze iniettabili,
sono procedimenti validi? >>
20 Ho sentito parlare di nuovissime
protesi ricoperte con il Titanio, che sarebbero le migliori in assoluto:
cosa mi dice al riguardo? >>
21 Qual è la situazione in Italia
al livello universitario per l’insegnamento della Mastoplastica
Additiva e della Chirurgia Estetica in generale? >>
22 Mi indica un medico capace, che lavora
nella mia regione, per una Mastoplastica Additiva? >>
23 Non abito a Roma ma vorrei fare l’intervento
di Mastoplastica Additiva con lei, quanti giorni devo rimanere a Roma
e quando devo tornare per i controlli? >>
24 Mi sento complessata nel vedere tutte
queste ragazze prosperose, specialmente alla TV. Anche io vorrei avere
un seno così, non so cosa fare. Mi consiglia l’intervento?
>>
Il seno
rifatto è riconoscibile alla vista ed al tatto?
Teoricamente un seno rifatto non dovrebbe essere riconoscibile ne alla
vista, ne percepibile al tatto, rispetto ad un seno naturale, tuttavia
vanno fatte alcune considerazioni:Allo stato attuale non esiste un metodo
per far sparire completamente le cicatrici, questo significa che una
volta incisa la pelle, un segno minimo, per quanto nel tempo difficilmente
percepibile, sempre rimarrà, mostrando a un occhio attento e/o
esperto, che qualche tipo di intervento è stato realizzato su
quel distretto corporeo. Al tatto, quando usate protesi di tipo e dimensioni
adeguate, specie se collocate sotto il muscolo pettorale, queste risultano
realmente di difficile percezione. C’è da dire tuttavia
che protesi riempite con soluzione salina, soia, protesi di silicone
a goccia, ecc. sono più percepibili al tatto e a volte alla vista,
perché più dure e quindi meno naturali. Dimagrimenti importanti
possono inoltre rendere percepibili le protesi, specie se collocate
più superficialmente, ad esempio sotto la ghiandola, in seguito
alla diminuzione del grasso presente nella ghiandola con superficializzazione
delle protesi rendendole palpabili specie sui bordi.
I motivi per cui una protesi si avverte al tatto, cosa che normalmente
non avviene, possono essere inoltre: una protesi troppo grande rispetto
alla quantità di tessuti della paziente, la collocazione della
protesi in un piano troppo superficiale in pazienti magre, la contrattura
capsulare ed altre ancora. Insomma si sarà capito che se l'intervento
è ben condotto, le protesi non sono visibili e non sono palpabili.
Ho una cicatrizzazione
non buona, mi consiglia la mastoplastica additiva?
Le cicatrici sono ben mascherabili. In casi di cattiva cicatrizzazione
costituzionale del paziente o in persone particolarmente preoccupate
con gli esiti della cicatrice consiglio l'incisione sotto l'ascella
che le rende perfettamente occultabili.
Non dimentichiamoci inoltre, che la cicatrizzazione si conclude in
circa un anno, ciò significa che dopo 2-3 mesi dall'intervento
probabilmente
le cicatrici, ancora saranno infiammate e rosse, tutto questo è
normale.
In linea di massima non consiglio mai nessun tipo di prodotto o pomata
per prevenire o migliorare la cicatrice, occorre solo aspettare. Tuttavia
se viene notato qualcosa di strano, ad esempio un
allargamento e un ispessimento molto evidenti, occorre fare seguire
dal medico l’evoluzione della propria cicatrice per scongiurare
un eventuale cicatrice ipertrofica o cheloidea.
Ad ogni modo cicatrici ipertrofiche per cause costituzionali possono
essere migliorate con preparazioni da applicare localmente o rifatte
con piccoli interventi ambulatoriali.
Ho la mastopatia
fibrocistica e in famiglia ci sono stati casi di cancro alla mammella.
Posso mettere le protesi al seno?
Per la mastoplastica additiva si è passati da un periodo in cui
si pensava, che le protesi di silicone stimolavano la formazione del
cancro mammario , fatto mai dimostrato in nessun caso al livello mondiale,
ad un periodo in cui le protesi di vecchia generazione, radiopache,
potevano nascondere in qualche modo la perfetta visione strumentale
della ghiandola. In questo periodo si sconsigliava l'uso delle protesi
alle persone con fattori familiari di rischio, mentre per le persone
affette da patologia benigna come la mastopatia fibrocistica si consigliava
comunque un posizionamento lontano dalla ghiandola ( sottomuscolare
) per poter visualizzare adeguatamente le mammelle durante i controlli.
Allo stato attuale le cose si sono ulteriormente evolute: la presenza
di protesi di nuova generazione in quanto radiotrasparenti non limitano
più la visione strumentale anzi sembra che indipendentamente
se situate sopra o sotto il muscolo, spingendo i tessuti in avanti permetterebbero
una migliore individuazione di piccole anomalie. esistono studi inoltre
che dimostrano che le pazienti, che hanno le protesi si controllano
di più e in caso di insorgenza di tumore, uno studio americano
ha messo in evidenza, che le donne portatrici di impianti mammari, rispetto
alle donne senza protesi, dopo l'insorgenza del tumore hanno una sopravvivenza
maggiore, probabilmente perché controllandosi periodicamente,
si riesce ad intervenire prima sul tumore appena insorto.
In seguito
ad un dimagrimento il mio seno si è svuotato ed è caduto.
E’ meglio mettere le protesi o fare la mastopessi?
I regimi dietetici influenzano molto la forma del seno: dimagrendo il
seno si svuota e scende.
Il punto fondamentale è capire cosa si vuole ottenere da un eventuale
intervento chirurgico. La Mastopessi serve per correggere la caduta
del seno "rimontando" la mammella, mantenendo lo stesso volume,
e correggendo al contempo lo svuotamento del polo superiore del seno.
Gli svantaggi della Mastopessi sono che difficilmente questo tipo di
intervento è eseguibile con un tipo di incisione ridotta intorno
alla parte inferiore dell'areola come ad esempio si usa per inserire
le protesi. Nella maggior parte dei casi per "tirare su" un
seno caduto occorre associare anche un incisione verticale che scende
dritta dall'areola alla piega mammaria. Seppur sottile, un segnetto
verticale rimarrà sempre. La Mastoplastica Additiva con l'inserimento
di protesi si usa principalmente per aumentare la grandezza del seno
o per riempirlo. Nel caso ci sia anche una caduta del complesso areola-capezzolo
questa riesce ad essere corretta esclusivamente con l'inserimento delle
protesi solo se è di lieve entità o in caso contrario
inserendo protesi molto voluminose.
Occorre quindi prima valutare l'entità dello svuotamento e la
grandezza del seno che si sarebbe disposti ad accettare per correggere
questo difetto e se questo volume poi si adatterà al proprio
fisico. In caso contrario resta solo la Mastopessi.
Possono
essere indicate le protesi mammarie per la perdita di tonicità
del seno?
Le protesi, in assenza di difetti già presenti del seno, funzionano
come degli “ammortizzatori”, per cui aumentano la tonicità
della pelle, rallentando il processo di invecchiamento del seno, anche
se questo sarà sempre soggetto agli eventi che ne peggiorano
l’aspetto, come la vecchiaia, l’allattamento, ecc. pur tuttavia
salvaguardandolo paradossalmente, in maniera migliore rispetto a coloro
che non sono portatrici di impianti mammari.
Piccole ptosi e perdite di tonicità possono essere corrette esclusivamente
collocando impianti di circa 160-180 cc. aumentando mezza misura circa
del reggiseno.
Ho 19 anni,
il mio seno può ancora crescere?
Nelle nostre zone climatiche lo sviluppo puberale si conclude generalmente
tra i 16 e i 17 anni nelle donne. Se ci trovassimo in Svezia o in Inghilterra
forse una piccola ulteriore possibilità di crescita del seno
ci sarebbe ancora stata, visto che a quelle latitudini lo sviluppo può
concludersi anche intorno ai 19 anni. Probabilmente il seno a questa
età rimarrà più o meno della attuale dimensione,
nonostante in famiglia, possano esistere seni ben più voluminosi.
Tuttavia oltre ai fattori genetici ci sono sicuramente altri fattori
connessi come ad esempio quelli ormonali che possono influire sulle
caratteristiche del seno di una donna. A 19 anni si può già
eseguire in tutta tranquillità una Mastoplastica Additiva.
Quali sono
gli esami necessari per eseguire la Mastoplastica Additiva?
Gli esami pre operatori che generalmente vengono richiesti sono quelli
del sangue, un elettrocardiogramma e una ecografia mammaria ( una mammografia
per le pazienti sopra i 40 anni ).
E’
normale avere paura prima di fare questo tipo di intervento?
Per quanto riguarda la paura, è un sentimento naturale, per questo
è importante conoscere e avere fiducia del medico a cui ci si
affiderà, anche per chiarire tutti gli eventuali dubbi. Comunque
l’intervento di Mastoplastica Additiva è un intervento
estremamente sicuro.
E’
meglio farsi operare in clinica o in ospedale, per questo tipo di intervento
di Chirurgia Estetica?
In quale struttura eseguire un intervento di Chirurgia Estetica è
un argomento complesso poiché molto spesso tocca gli interessi
di molti e le informazioni riportate che sembrano ovvie nascondono,
a volte, l’altra faccia della medaglia, quella abilmente taciuta
alla gente.
Questo è il mio punto di vista basato un poco sulla mia esperienza.
Personalmente opero presso il Salvator Mundi International Hospital,
che è una clinica privata rinomata di Roma, che ha tutte le strutture
di ultima generazione, compresi reparti di terapia intensiva per neonati
oltre che per adulti, della stessa qualità delle strutture universitarie,
tanto che questa clinica ha attualmente la convenzione per il trattamento
del personale di tutte le ambasciate e i consolati stranieri in Italia.
Tra l’altro la mia clientela, fatta in gran parte sul passaparola
e non certo su “promozioni televisive” ( anche questo sito
è nato con l’idea di fare informazione ), mi richiede strutture,
che abbiano determinate caratteristiche ( anche alberghiere ).
Premesso ciò ci sarebbero da fare alcune riflessioni: l’intra
moenia ossia la possibilità ai medici ospedalieri di fare l’attività
privata all’interno dell’ospedale è stata resa possibile
solo da poco in Italia, cosi strutture che fino a qualche anno fa si
occupavano esclusivamente, con ottime referenze di determinati problemi,
quali ustioni, traumi, oggi sono diventate strutture dove si fa la Chirurgia
Estetica, ma chi per venti anni ha trattato solo gli ustionati ( e non
mi riferisco ai medici ) è oggi in grado di trattare con la stessa
perizia e competenza pazienti con problematiche completamente differenti?
Credo che determinate ansie siano comunque, in parte giustificate, visto
che per molti colleghi è meglio rischiare in una piccola clinica
sprovvista di tutto ( ma molti colleghi in verità non hanno le
adeguate referenze per operare in cliniche rinomate ) e mettersi in
tasca i soldi che risparmiano sulla clinica. Il primo passo da compiere
è sicuramente quello di mettersi in buone mani per evitare,
dopo, brutte sorprese, indipendentemente dal luogo dove sarà
effettuato l’intervento.
Occorre
massaggiare le protesi?
Personalmente non faccio più massaggiare il seno dopo l’intervento
di Mastoplastica Additiva indipendentemente dal piano di collocazione
della protesi. Oggi infatti con l’avvento delle protesi testurizzate
e/o ricoperte in poliuretano, non esiste più la necessità
di massaggiarle per minimizzare la retrazione capsulare e/o evitare
la formazione della contrattura. Quando poi inserite sotto il muscolo,
ci pensa quest'ultimo a massaggiarle continuamente durante i normali
movimenti delle braccia.
Il drenaggio
nel post-operatorio è sempre necessario?
L’uso del drenaggio per l’evacuazione di secrezioni e sangue
formatesi durante l’intervento è un argomento non facile
da affrontare o da sottovalutare. Cercherò di chiarire alcuni
concetti, che mi sono stati insegnati ed altri basati sulla mia esperienza:
Fin dall’inizio della scuola di specializzazione ci è stato
insegnato a non usare il drenaggio nella Mastoplastica Additiva. I motivi
sono prima di tutto concettuali: il drenaggio in teoria andrebbe usato
se esiste un vuoto tra i tessuti, dove si può formare una raccolta
ematica e non dove è stato fatto un riempimento ( ad esempio
con le protesi che mettono in tensione i tessuti e di per se dovrebbero
scongiurare la formazione di tali raccolte ). L’altro motivo è
che comunque la formazione di un ematoma vero, inteso come un sanguinamento
continuo all’interno in attività, non è risolvibile
col drenaggio ma solo reintervenendo chirurgicamente. Lo stesso sieroma
non è risolvibile ne prevenibile con l’uso del drenaggio
in quanto per poterne scongiurare la formazione è oggi provato
che il drenaggio andrebbe mantenuto per lo meno per 15 giorni, cosa
che esporrebbe il paziente a gravi rischi di infezione. Il drenaggio
infatti è teoricamente fonte di infezione retrograda ossia produce
un rischio addizionale che germi vengano portati dall’esterno
all’interno dell’organismo, proprio per mezzo di quella
comunicazione tra dentro e fuori..
Sulla base di questi motivi non ho mai utilizzato drenaggi nella Mastoplastica
Additiva.
Tuttavia occorre cautela: credo che molto importante sia la tecnica
chirurgica e il rispetto dei tessuti durante l’intervento. Chi
usa i drenaggi non lo fa perché è meglio, ma semplicemente
perché è costretto, forse per sopperire ad una tecnica
chirurgica non raffinata, che si traduce in sanguinamenti non evacuati,
che possono portare eventi indesiderati quali infezioni, contratture
capsulari, ecc., e quindi la necessità dell’uso del drenaggio
per diminuire tali rischi. Sotto questo aspetto mi sento di dire, che
il non utilizzo del drenaggio di routine da parte del medico potrebbe
essere se non altro preso come metro per valutare il livello tecnico
raggiunto dal chirurgo stesso.
Potrei perdere
la sensibilità del seno dopo un intervento di Mastoplastica Additiva?
Qualora l'incisione venga realizzata sul contorno dell'areola si ha
un periodo in cui la sensibilità specie dell'areola è
alterata, ma torna spontaneamente alla normalità dopo circa 2-3
mesi. Non mi risultano perdite di sensibilità dell'intera mammella,
certo all'inizio le pazienti riferiscono di percepire la protesi all'interno
del proprio seno, ma nel giro di poche settimane questa sensazione scompare
( come quando dal dentista si applica una capsula ad un dente i primi
giorni si avverte come corpo estraneo ). Insomma l'alterazione della
sensibilità temporanea dopo incisione periareolare è normale.
Problemi durante l'intervento come una necrosi dei tessuti, una dissezione
non parallela ai tubuli galattofori e alle terminazioni nervose che
li accompagnano, la formazione di grossi ematomi, possono
produrre compressioni tali da compromettere le terminazioni nervose,
producendo anche se raramente disturbi definitivi della sensibilità
dell’areola.
Cosa mi
dice sulla possibilità che io abbia una contrattura capsulare
dopo l’inserimento delle protesi?
Sul sito ho chiarito la maggior parte di problematiche inerenti la Mastoplastica
Additiva e le domande che più frequentemente mi vengono rivolte
dalle pazienti. Ho solo accennato alla contrattura capsulare perché
attualmente dovrebbe essere un problema secondario ( le informazioni
scientifiche ci danno percentuali di contrattura capsulare con protesi
ricoperte in poliuretano dello 0.2% ). Nella pratica tuttavia le cose
stanno diversamente e per questo si continua a parlarne così
tanto.
Ogni volta che si colloca una protesi o un qualsiasi altro tipo di impianto,
l'organismo produce una capsula che circonda la protesi stessa. Questo
fenomeno avviene sempre, in tutte le persone portatrici di protesi mammarie.
Tuttavia tale capsula, che è molto sottile in condizioni normali,
può ispessirsi rendendo il seno duro. Questo fenomeno si chiama
contrattura capsulare e può rendersi evidente in qualsiasi momento:
subito dopo l’intervento ma anche dopo 10 – 20 anni dall’impianto
delle protesi. Esistono poi 4 gradi, che corrispondono a differenti
gradi di durezza del seno e che nei casi più gravi si accompagnano
ad una modificazione dell’estetica della mammella.
I consigli che possono essere dati quanto meno per minimizzare la possibilità
dell’insorgenza della contrattura capsulare sono la scelta di
protesi adeguate con superfici di rivestimento testurizzate o in poliuretano,
il posizionamento della protesi preferibilmente in sede sottofasciale
o sottomuscolare, la scelta del chirurgo con tecnica e capacità
chirurgica adeguata ( interventi chirurgici eseguiti molto “aggressivamente”
facendo sanguinare eccessivamente i tessuti, possono predisporre l’insorgenza
di problemi secondari e tra questi, a mio modo di vedere anche la contrattura
capsulare ).
Per quale
motivo non consiglia l’incisione sotto la piega mammaria per inserire
le protesi?
E’ sulla base dell’esperienza pratica, che oggi sconsiglio
l’incisione sotto la piega mammaria, che fra l’altro da
un punto di vista tecnico sarebbe più facile e veloce da eseguire.
L’incisione sotto la piega mammaria presenta degli inconvenienti,
che cercherò di descrivere brevemente:
1 è estremamente difficile far coincidere la cicatrice con la
nuova piega sottomammaria, che si forma aumentando il volume della mammella.
2 le incisioni situate in coincidenza di pieghe corporee hanno la tendenza
ad allargarsi.
3 il peso della protesi per effetto della forza di gravità tende
a fare pressione sulla zona dove è situata l’incisione
contribuendo a inconvenienti quali allargamento della cicatrice, superficializzazione
della protesi, che potrebbe palparsi sotto pelle, ecc.
4 visibilità sotto il bikini, sdraiandosi o sollevando le braccia
( per modificazione della posizione della piega ).
Attualmente la tendenza in Brasile, nel caso venga effettuata questa
incisione è realizzarla lateralmente, circa 2 cm più alta
e parallela alla piega sottomammaria per evitare gli inconvenienti sopra
descritti.
E’
risaputo che non tutti i chirurghi hanno esperienza con l’accesso
ascellare, come faccio per sapere se mi posso fidare oppure no?
Un consiglio posso darlo: farsi disegnare l’incisione sotto l’ascella
dal medico cui ci si rivolge, se la farà orizzontale ed alta
come illustrato in questo sito, probabilmente ha esperienza con questo
tipo di incisione, se invece la disegnerà verticale lungo la
piega tra l’ascella e il braccio, consiglio di rivolgersi ad un
altro medico.
E’
necessario avere un’attrezzatura particolare per inserire le protesi
per via ascellare?
Inserire protesi per via ascellare non necessita di attrezzature particolari
e non ritengo sia particolarmente difficile, in tutta franchezza credo
che eseguire una Mastoplastica Additiva non sia tecnicamente difficile
per un medico che abbia basi di Chirurgia Generale. Tuttavia se si vogliono
risultati estetici è un altro discorso: occorre una grande esperienza
in reparti universitari sotto la guida di vari insegnanti per assimilare
le tecniche e le sfumature diverse di ognuno e farle proprie.
Ho sentito
dire, che qualora avessi un problema anche se l’incisione è
stata fatta sotto l’ascella, occorre comunque incidere sotto la
piega mammaria per rimuovere la protesi?
Le protesi vanno rimosse sempre dallo stesso accesso per mezzo del quale
sono state impiantate, proprio per non fare ulteriori incisioni. Fino
ad oggi non ho mai avuto la necessità di praticare una incisione
sottomammaria per rimuovere una protesi, neanche per sostituire protesi
con involucro di poliuretano, che rispetto alle normali protesi testurizzate
tendono ad attaccarsi in maniera tenace ai tessuti circostanti.
Quali sono
i motivi che rendono assolutamente necessaria la rimozione o la sostituzione
delle protesi?
Esistono due indicazioni principali di sostituzione delle protesi:
1 problemi estetici, legati ad una contrattura capsulare di III o IV
grado o ad una rottura con frammentazione della protesi solo per citare
i casi più frequenti.
2 dolore, che potrebbe essere dovuto ad un processo di “spandimento”
di silicone liquido dopo rottura della protesi e conseguente infiammazione
dei tessuti circostanti.
Consiglia
le protesi di silicone o esistono alternative più valide?
Allo stato attuale l’aumento del seno è realizzabile in
sicurezza esclusivamente mediante inserimento di impianti mammari.
Secondo il mio modo di vedere le protesi di silicone a differenza di
quelle riempite con soluzione salina, soia, o altro, restano quelle
che danno i risultati migliori e più naturali, oltre a rimanere
le più sicure in quanto utilizzate da molti anni e quindi con
una casistica e un esperienza maggiori. Oggi, poi, gli impianti di silicone
hanno subito una notevole evoluzione con la messa in commercio di protesi
di silicone gel-coesivo, cioè riempite con silicone sotto forma
di un gel filamentoso ( e non liquido ) in modo tale, che anche in caso
di rottura accidentale non vi sia fuoriuscita di silicone libero all’interno
dell’organismo.
Il mio consiglio rimane quello di orientarsi sull’uso di protesi
di silicone gel-coesivo, rotonde ad alto o basso profilo ( secondo la
costituzione della paziente ) e non quelle a forma di goccia o anatomiche,
che sono più dure e danno quindi un risultato specialmente al
tatto meno naturale.
Utilizzo
di tecniche alternative per l’aumento del volume del seno come
il grasso o sostanze iniettabili, sono procedimenti validi?
E' possibile aumentare il seno nella sua interezza esclusivamente inserendo
impianti mammari.
Dimentichiamo l'idea di farsi iniettare il proprio grasso: la mammella
è una struttura complessa formata da elementi nobili e non può,come
qualcuno pensa, essere ridotta ad un contenitore da riempire con del
grasso . Violare lo spazio ghiandolare infiltrando del grasso è
inoltre una pratica che può costare caro poiché espone
a grandi rischi di necrosi di tessuto ( non scordiamoci che gli impianti
mammari non occupano mai uno spazio in mezzo alla ghiandola, ma sempre
sotto la ghiandola in piani differenti e separati ).
Dimentichiamo inoltre ciò che qualche casa che produce filler
vorrebbe far credere: siamo ancora ben lontani dalla produzione di un
Acido Ialuronico in grado di riempire le mammelle, mentre pratiche come
l’inserimento di poliacrilamidi o siliconi liquidi ( Purtroppo,
mio malgrado, sono incappato anche in situazioni dove, prima di me,
si era fatto ricorso a questi mezzi ), a mio modo di vedere andrebbero
assolutamente bandite.
Ho sentito
parlare di nuovissime protesi ricoperte con il Titanio, che sarebbero
le migliori in assoluto: cosa mi dice al riguardo?
Le protesi con rivestimento al titanio stanno per essere lanciate da
una casa francese e tra breve saranno disponibili anche in Italia. Mi
sorprende che una pura azione di marketing stia già influenzando
persone interessate a questo tipo di intervento. Ricorda, non è
mai il tipo di protesi che fa il risultato, semmai come viene eseguito
l'intervento. Quando poi si parla di materiali da impiantare all'interno
dell'organismo, credo che tutti dovremmo andarci con i "piedi di
piombo" prima di accettare per vero ciò che una casa vuole
propinarci a scopo commerciale. Non capisco quale sia il vantaggio di
usare una protesi su cui non esiste esperienza quando a disposizione
abbiamo tipi di protesi nate più di 50 anni fa ed evolute fino
ad oggi con alle spalle migliaia di ricerche scientifiche e milioni
di pazienti che portano quegli impianti... esiste più sicurezza
di questa??
Qual è
la situazione in Italia al livello universitario per l’insegnamento
della Mastoplastica Additiva e della Chirurgia Estetica in generale?
Attualmente in Italia non esistono scuole di Chirurgia Plastica dove
si insegni la Chirurgia estetica, il risultato è che la maggior
parte dei chirurghi effettua l’intervento esclusivamente come
ha potuto imparare, spesso osservando chirurghi stranieri in viaggi
studio o in staging come medico visitatore. Statistiche di complicazioni
complessive in Italia per questo tipo di intervento stimate dalle società
italiane di chirurgia plastica superiori al 20% confermano questo scenario
( casistica internazionale 0.5-3% ).
Mi indica
un medico capace, che lavora nella mia regione, per una Mastoplastica
Additiva?
La cosa migliore resta quella di rivolgersi a Medici che hanno già
eseguito
la Mastoplastica Additiva su amiche o parenti di cui si è potuto
verificare
il buon esito. Tra l'altro la clientela in chirurgia estetica è
fatta quasi
esclusivamente sul passaparola e non certo su “promozioni”
e “pubblicizzazioni”.
Non abito
a Roma ma vorrei fare l’intervento di Mastoplastica Additiva con
lei, quanti giorni devo rimanere a Roma e quando devo tornare per i
controlli?
Dopo aver eseguito la visita medica per mettere in evidenza il problema,
capire il da farsi e prescrivere gli esami pre-operatori, si torna direttamente
per l’intervento. Pur lasciando la Clinica il giorno dell’intervento,
consigliamo di rimanere a Roma per poter essere visti il giorno seguente
prima di ritornare presso la propria città. Realizziamo le successive
visite di controllo, dopo circa una settimana, e quella finale dopo
tre mesi.
Mi sento
complessata nel vedere tutte queste ragazze prosperose, specialmente
alla TV. Anche io vorrei avere un seno così, non so cosa fare.
Mi consiglia l’intervento?
Questa è una bella domanda, non facile, anche se molte persone,
che vengono a trovarmi nel mio studio hanno problematiche simili. Io
credo che ogni caso vada valutato singolarmente. Se questi complessi
di cui si parla si evidenziano solo davanti la Tv forse la cosa migliore
sarebbe spegnerla ed andarsi a fare una passeggiata, tuttavia se il
problema del seno piccolo impedisce le relazioni normali con gli altri,
se insomma non fa vivere bene giorno dopo giorno, si potrebbe pensare
di fare qualcosa. Certo a volte le persone confondono o non riescono
ad individuare il vero problema. Molte volte si sono rivolte a me persone
apparentemente disperate che attribuivano tutti loro problemi unicamente
a un difetto fisico, poi “scavando” mi rendevo conto, che
stavano magari divorziando dal coniuge e proiettavano tutti i loro problemi
sull’estetica. In quel caso aumentare il seno non servirebbe a
niente.
Per fare un esempio, dalla domanda che mi viene posta mi aspetterei
di trovare davanti a me una ragazza praticamente senza petto o comunque
con poco seno e ciò potrebbe giustificare al giorno d’oggi
eventuali problemi di relazione, se invece ipoteticamente la paziente
in questione dovesse avere un seno normale ( diciamo una 2-3 misura
) non giustificherei tutto questo problema… ( questo non significa
che non si potrebbe desiderare un seno più grande, ma non a tal
punto da farne un complesso ) a meno che non stiamo parlando di persone
che lavorino in un campo dove sia importante l’immagine, in tal
caso giustificherei l’importanza che si sta dando al problema.
Detto ciò credo che la decisione finale spetti fondamentalmente
a ognuna se andare avanti con il proposito di fare una Mastoplastica
Additiva oppure no, da parte nostra abbiamo tutte le tecnologie per
risolvere senza troppo stress questo problema.