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Protesi MammariaPosizionamento delle protesi
Mastoplastica Additiva sottofasciale Inserisco la protesi mammaria quasi routinariamente sotto
la fascia superficiale del muscolo Grande Pettorale secondo un moderno
concetto descritto recentemente dalla Dottoressa Ruth Graf (vedi il
riferimento scientifico numero 13). Questa tecnica di mastoplastica
additiva, mi lascia molto soddisfatto per i risultati estetici, che
anche a detta delle mie pazienti non risultano mai artificiali anche
utilizzando protesi voluminose. Mastoplastica Additiva sottoghiandolare In presenza di eventuali difetti come ad esempio un seno
leggermente caduto preferisco collocare la protesi mammaria in posizione
sottoghiandolare, cioè in un piano abbastanza superficiale da
consentire un meccanismo di spinta dell’impianto sui tessuti per
far risalire il complesso areola-capezzolo e il cono mammario in posizione
adeguata. Mastoplastica Additiva sottomuscolare In presenza di una severa atrofia del tessuto mammario,
diventa praticamente d’obbligo utilizzare un piano di posizionamento
profondo, indipendentemente dal tipo di protesi mammaria, che viene
utilizzata. Gli argomenti portati da alcuni secondo cui l’utilizzo
di protesi anatomiche consentirebbe un posizionamento sopra il muscolo
con un risultato naturale, cozza con la teoria secondo cui non è
la forma dell’impianto al livello del polo superiore a rendere
meno visibile la protesi, ma la quantità di tessuto presente
e la rigidezza dell’impianto stesso, che influirebbe da un punto
di vista dinamico sul risultato. Questi sono i motivi per cui spesso
gli impianti anatomici risultano più visibili sotto i tessuti
e producono risultati paradossalmente più artificiali. Mastoplastica Additiva Dual Plane E' un'altra variante, di origine nord americana, che personalmente non utilizzo, ma che stà riscuotendo un discreto successo qui in Italia. Prevede l'inserimento della protesi parzialmente sotto il muscolo nella sua metà superiore e parzialmente sotto la ghiandola nella sua parte inferiore. In realtà si tratta da un punto di vista estetico, di una variante concettuale, poichè anche nel posizionamento sottomuscolare, la protesi viene ricoperta dal muscolo solo nella sua parte superiore. E' una tecnica che personalmente ritengo valida, esclusivamente quando si utilizzano incisioni ed acessi sottomammari e periareolari, poichè evita al chirurgo la necessità di disinserire le fibre del muscolo pettorale nella porzione costale e medio-sternale, per il passaggio della protesi sotto il muscolo. Tale disinsersione, che invece non è necessaria negli acessi ascellari poichè l'impianto viene collocato sotto il muscolo pettorale direttamente dall'ascella (prediligendo manovre di "allentamento" del muscolo invece che di disinsersione in sede medio-sternale) è infatti spesso causa di complicazioni a breve e lungo termine.
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