chirurgia estetica
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Protesi Mammaria

Posizionamento nella Mastoplastica Additiva

posizionamento della protesi mammaria


L’intervento di Mastoplastica Additiva deve essere sempre personalizzato sulla base della tipologia e costituzione della paziente, per evitare i classici risultati “in serie”. La scelta del piano di collocazione della protesi mammaria resta comunque di pertinenza del chirurgo, che dovrà valutare quale tecnica produca i migliori risultati estetici nel caso specifico.
La protesi mammaria può essere collocata genericamente in posizione sottoghiandolare o in posizione sottomuscolare. Recentemente sono state codificate alcune varianti come la posizione sottofasciale (sopra il muscolo) e la posizione Dual Plane (in parte sopra e in parte sotto il muscolo), che hanno dimostrato alcuni vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali.

Mastoplastica Additiva sottofasciale

Inserisco la protesi mammaria molto spesso sotto la fascia superficiale del muscolo Grande Pettorale secondo un moderno concetto descritto recentemente dalla Dottoressa Ruth Graf. Questa tecnica di mastoplastica additiva, mi lascia molto soddisfatto per i risultati estetici, che anche a detta delle mie pazienti non risultano mai artificiali anche utilizzando protesi voluminose.
Alcune indicazioni di questa metodica con inserimento delle protesi in posizione sottofasciale sono gli svuotamenti del seno dopo una o due gravidanze e la flaccidezza della pelle senza ptosi.
Secondo alcuni autori la mastoplastica additiva sottofasciale include i vantaggi dell’inserimento sottoghiandolare e sottomuscolare: sono stati infatti riscontrati in un interessante lavoro scientifico una minore percentuale di contrattura capsulare, rippling e alterazioni della sensibilità della mammella, rispetto al posizionamento sottoghiandolare e meno fastidi nel post-operatoro con un mascheramento dell'impianto simile, rispetto al posizionamento sottomuscolare.

Mastoplastica Additiva sottoghiandolare

In presenza di eventuali difetti come ad esempio un seno caduto preferisco collocare la protesi mammaria in posizione sottoghiandolare, cioè in un piano abbastanza superficiale da consentire un meccanismo di spinta dell’impianto sui tessuti per far risalire il complesso areola-capezzolo e il cono mammario in posizione adeguata.
I principali argomenti a favore del posizionamento sottoghiandolare rispetto alla collocazione sottomuscolare sono:
1 la mammella è anatomicamente posizionata sopra il muscolo ed è questa l’area che concettualmente dovrebbe essere riempita.
2 In presenza di ptosi la protesi in posizione sottoghiandolare, sopra il muscolo produce una correzione migliore.
3 Con il posizionamento sottoghiandolare il fastidio post-operatorio è di minore entità.

Mastoplastica Additiva sottomuscolare

In presenza di una severa atrofia del tessuto mammario, diventa praticamente d’obbligo utilizzare un piano profondo per la protesi mammaria, indipendentemente dal tipo di protesi mammaria, che viene utilizzata. Gli argomenti portati da alcuni secondo cui l’utilizzo di protesi anatomiche consentirebbe un posizionamento sopra il muscolo con un risultato naturale, cozza con la teoria secondo cui non è la forma dell’impianto al livello del polo superiore a rendere meno visibile la protesi, ma la quantità di tessuto presente e la rigidezza dell’impianto stesso, che influirebbe da un punto di vista dinamico sul risultato. Questi sono i motivi per cui spesso gli impianti anatomici risultano più visibili sotto i tessuti e producono risultati paradossalmente più artificiali.
Gli argomenti a favore di una collocazione dell’impianto sottomuscolare sono:
1 l’inserimento della protesi in posizione sottomuscolare riduce l’incidenza della contrattura capsulare.
2 il Rippling e pieghe legate alla perdita o alla mancanza di elasticità della pelle si manifestano meno nell’inserimento sottomuscolare.
3 l’impianto risulta globalmente meno percepibile nel posizionamento sottomuscolare.

Mastoplastica Additiva Dual Plane

E' un'altra variante, di origine nord americana, che stà riscuotendo un discreto successo qui in Italia. Prevede l'inserimento della protesi mammaria parzialmente sotto il muscolo nella sua metà superiore e parzialmente sotto la ghiandola nella sua parte inferiore. In realtà si tratta da un punto di vista estetico, di una variante concettuale, poichè anche nel posizionamento sottomuscolare, la protesi viene ricoperta dal muscolo solo nella sua parte superiore. E' una tecnica che personalmente ritengo valida, esclusivamente quando si utilizzano incisioni ed acessi sottomammari e periareolari, poichè evita al chirurgo la necessità di disinserire le fibre del muscolo pettorale nella porzione costale e medio-sternale, per il passaggio della protesi sotto il muscolo. Tale disinsersione, che invece non è necessaria negli acessi ascellari poichè l'impianto viene collocato sotto il muscolo pettorale direttamente dall'ascella (prediligendo manovre di "allentamento" del muscolo invece che di disinsersione in sede medio-sternale) è infatti spesso causa di complicazioni a breve e lungo termine.

 

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