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Post-operatorio

Occorre sfatare alcune notizie non corrette che circolano riguardo il binomio rinoplastica e dolore:
La rinoplastica, se condotta correttamente non è dolorosa durante l’intervento e neanche nei giorni successivi l’intervento. Fino ad oggi non abbiamo avuto un solo paziente che si è lamentato del dolore a tal punto da pronunciare le fatidiche parole “se l’avessi saputo non l’avrei fatto…”
Certo, come tutti gli interventi può comportare dei fastidi, ma niente che non possa essere risolto con un buon analgesico (vedi il riferimento scientifico numero 11).
L’altro grande terrore dei pazienti sono i tamponi. Allo stato attuale non uso praticamente più i tamponi, per cui il paziente esce dalla sala operatoria già con le narici libere. Questa evoluzione è stata resa possibile grazie a piccole incisioni interne nel naso che funzionano da drenaggio evitando la formazione di ematomi al livello del setto nasale (vedi il riferimento scientifico numero 1,15). Tuttavia in casi particolari di deviazioni del setto o rimozioni parziali dei turbinati si rende necessario un tamponamento che teniamo in sede per 9-72 ore secondo le necessità. E qui nasce il secondo problema: la rimozione dei tamponi. C’è sempre l’amica della paziente che già ha fatto questo intervento pronta a giurare un dolore atroce durante la rimozione dei tamponi. Mi chiedo: ma queste persone dove e da chi vanno a farsi togliere i tamponi? Questi infatti generalmente vengono immersi in vasellina prima di essere posizionati, quindi non si attaccano, cioè non vengono strappati ma delicatamente rimossi facendoli scivolare dall’interno.

Per quanto riguarda le opzioni disponibili per immobilizzare il naso, le ho praticamente provate tutte: dorsetti metallici, split acrilici, ecc. e sono ritornato al buon vecchio gesso che rimuovo dopo una settimana. Come è possibile leggere da testi classici di chirurgia plastica il gesso non ha solo la funzione di immobilizzare la frattura nasale ma anche di contenere l’edema e riadattare la cute, dimostrando ancora la sua superiorità rispetto ad opzioni che sembrerebbero più tecnologiche ma che non riescono a soddisfare tutti e tre questi principi (vedi il riferimento scientifico numero 11).
Anche, in parte, per questi motivi non realizzo la rinoplastica senza dorsetto o gesso, che suona molto bene al livello di marketing per i chirurghi che la propongono, ma che molte volte lascia spiacevoli sorprese tardive come la consolidazione della frattura in posizione viziata con deviazione dell'asse del naso e necessitando un successivo intervento per la correzione.

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