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La Rinoplastica
La Rinoplastica è l’intervento di chirurgia plastica, che consente di correggere le anomalie e i difetti del naso di natura estetica e funzionale, di tipo traumatico o congenito (vedi il riferimento scientifico numero 1,2,3,4,5), ed è uno degli interventi più comuni della Chirurgia Estetica attuale, che consente di ridurre la lunghezza, la larghezza del naso, di modificarne il profilo e la punta, adattandoli ai tratti somatici della persona. La rinoplastica è un intervento le cui problematiche vanno studiate con attenzione. Gli inestetismi del naso presentano infatti una importante soggettività, al punto che le persone nella maggior parte dei casi sono in grado da sole, di fare una diagnosi corretta e sono in grado di indicare quali sino le cause di insoddisfazione. In altre parole esistono persone che hanno un naso molto grande e sono soddisfatte del proprio aspetto ed in tal caso non c’è una indicazione chirurgica e altre persone con piccoli difetti che sentono impellente il desiderio di un miglioramento. Anche la personalità del paziente risulta importante per indicare un intervento di rinoplastica nel senso, che persone che si sentono quasi “costrette” o necessitano dell’intervento a causa della competitività, della società o a causa degli altri, denotano una mancanza di motivazione propria, che sconsiglia l’intervento per evitare l’instaurarsi di meccanismi psicologici che non risolvono il vero problema e che risulterebbero difficili da eliminare successivamente. Risultati e limitazioniLa rinoplastica è un intervento “magico”
nell’ambito della chirurgia estetica: migliora la forma, la
funzione respiratoria e non lascia cicatrici visibili. Il risultato
è considerato permanente, anche se secondo le moderne teorie
anche il naso invecchia e la tendenza nel corso degli anni è
quella di lievi modificazioni della forma, legate generalmente alla
diminuzione di elasticità della cute e delle cartilagini sottostanti. Tecnica
Una revisione della letteratura indica che i primi
procedimenti di rinoplastica sono stati realizzati con incisioni esterne,
successivamente Roe nel 1887 sembra essere stato il primo chirurgo
a realizzare una rinoplastica con approccio classico endonasale, tecnica
successivamente popolarizzata da Joseph nel 1931 e portata negli Stati
Uniti in quel periodo da Aufricht e Safian. Pur esistendo globalmente
una ventina di tipi di incisioni per l’approccio chirurgico
del naso, oggi si parla genericamente di rinoplastica classica o chiusa
(o closed), quando le incisioni vengono effettuate esclusivamente
all’interno delle narici e di rinoplastica aperta o open, quando
alle incisioni interne viene associata una incisione esterna sulla
columella (incisione di Rethi). Tecnica chirurgicaIl rimodellamento del naso viene effettuato dopo un
attento studio della fisionomia e della costituzione del viso, personalizzando
sempre il risultato finale. Negli ultimi 5 anni eseguo un approccio
aperto quasi di routine. Il concetto base rimane quello della rinoplastica
funzionale: visualizzazione diretta di tutte le strutture anatomiche
interne con scollamenti per via extraperiostale, e divisione anatomica
delle strutture senza amputazioni o manovre non conservative. Preparazione pre-operatoria e ricovero
Una accurata anamnesi durante la visita specialistica
è importante per evidenziare eventuali controindicazioni all’intervento
di natura generale (terapie in corso, alterazioni ereditarie) o specifiche
(grado di dismorfia, precedenti traumi o interventi sul naso), quindi
insieme al paziente si cerca di individuare i motivi di insoddisfazione
e disagio e valutare se le aspettative siano compatibili con i risultati
ottenibili. In tal senso la rinoplastica è uno dei pochi interventi
che valuto insieme al paziente mediante una simulazione grafica computerizzata
a scopo orientativo e le sorprese non mancano visto che a volte persone
apparentemente decise a correggere la forma del proprio naso, messe
di fronte alla simulazione del risultato finale, iniziano a dubitare
che il problema reale fosse il naso stesso, o ancora non si riconoscono
nel risultato che avevano immaginato.
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