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Mastoplastica Additiva

prima e dopo mastoplastica additiva

L'operazione di chirurgia estetica che consente un aumento del volume del seno si chiama mastoplastica additiva e consiste nell'inserimento di protesi mammarie, che riempiono un seno piccolo o poco sviluppato. Immagini prima e dopo >>

Le motivazioni

Questo intervento viene richiesto dalle pazienti secondo motivazioni che nella mia personale esperienza sono estremamente varie, dal semplice bisogno di miglioramento estetico del proprio corpo, alla volontà di migliorare la vestibilità degli abiti. In alcuni casi il disagio di indossare il costume da bagno, di svestirsi o addirittura una sensazione di vera inferiorità rispetto alle altre, possono spingere la persona all'intervento.

Le indicazioni

Le indicazioni per l'aumento del seno sono indipendenti dalla tecnica impiegata e possono essere così raggruppate:
Ipoplasia mammaria costituzionale: è il seno piccolo e poco sviluppato, generalmente di natura congenita o endocrina.
Ipoplasia post-gravidica: si manifesta dopo una gravidanza, principalmente con una perdita di tonicità generale della mammella e spesso con uno svuotamento della parte superiore del seno.
Ipoplasia post-dimagrimento: si manifesta dopo un dimagrimento con una perdita della tonicità del volume e spesso con una alterazione della forma del seno.
Asimmetria mammaria: le mammelle presentano taglie diverse e a volte sono differenti tra loro, nella forma. E' quasi sempre una situazione su base costituzionale.

Il metodo

chirurgia seno

Sulla base della esperienza maturata nel corso degli anni utilizzo una metodologia di lavoro relativamente nuova ma ben collaudata:
Incisione - Inserisco le protesi mediante una piccola incisione di 3-4 cm sotto l'ascella nella quasi totalità delle pazienti e solo in casi specifici (ad esempio quando è necessaria l'asportazione di un eventuale nodulo mammario) nel contorno inferiore dell'areola.
Piano di collocazione - Colloco le protesi secondo la morfologia della paziente, scegliendo uno di questi tre piani: sotto la ghiandola mammaria, sotto la fascia del muscolo pettorale o sotto il muscolo pettorale stesso, per ottenere sempre un risultato ottimale e personalizzato sulla base della costituzione della paziente.
Protesi - Eseguo questo intervento utilizzando protesi di silicone gel-coesivo di ultima generazione, che per le caratteristiche stesse degli impianti, non necessitano essere sostituite nel tempo.
Anestesia - Preferisco utilizzare l'anestesia locale associata alla sedazione, sempre in presenza dell'anestesista, che consente alla paziente di non essere cosciente durante tutto l'intervento e allo stesso tempo evita i postumi della anestesia generale, tipici dopo il risveglio.
Post-operatorio - Nell'intervento puramente estetico non utilizzo di routine drenaggi o guaine compressive nel post-operatorio, inoltre per quanto riguarda le cicatrici, suturando la cute con colla biologica non è necessaria una successiva asportazione dei punti di sutura.

L'esperienza

esperienza

Fino a circa 5 anni fa nella mia casistica, più della metà degli interventi erano fatti con incisione nel contorno inferiore dell'areola e il restante per via ascellare. Nel corso di questi ultimi anni praticamente la quasi totalità degli interventi viene fatta per via ascellare. L'esperienza da me maturata in questi anni mi ha convinto circa la superiorità di questa tecnica rispetto alle altre, per i seguenti motivi:
1. Lascia il seno libero da qualsiasi tipo di cicatrice o taglio.
2. Non produce disturbi di sensibilità del complesso areola capezzolo.
3. Consente l'utilizzazione di protesi sempre più voluminose con cicatrici minori e poco visibili.
4. Le restrizioni nel post-operatorio, come la guida dell'automobile, o l'esecuzione di esercizi fisici moderati, dovuti alla cicatrice lontana dall'area trattata, sono minori.
5. Il recupero e il ritorno alle attività lavorative della paziente risultano accelerate.
6. La cicatrice localizzata lontano dalla zona di tensione causata dalla protesi che distende i tessuti, porta ad una migliore cicatrizzazione della ferita.

Con questo tipo di accesso inoltre non si attraversa chirurgicamente la ghiandola, evitando di danneggiarla e nel contempo si riducono drasticamente le possibilità di sanguinamenti ed ematomi. Anche la disinsersione del muscolo pettorale nel posizionamento sottomuscolare non è necessaria.
Gli svantaggi sono i tempi necessari alla cicatrice per schiarirsi, un poco più lunghi, circa 9-12 mesi.
Nei casi in cui ci sia la necessità di rimuovere noduli mammari inoltre l'approccio ascellare rende difficile l'intervento ed anche in alcuni tipi di mammella tuberosa, nei casi in cui sia necessaria una incisione della ghiandola, per diminuirne la proiezione mammaria, la via ascellare non è la scelta migliore, mentre è da preferire la via periareolare.

I risultati e i limiti

risultati

L'aumento mammario visibile già immediatamente dopo l'intervento e l'assenza di cicatrici a livello della mammella produce alti indici di soddisfazione delle pazienti. Con questa tecnica, si possono inoltre ottimizzare le forme del seno e si possono anche correggere piccole ptosi e cedimenti del seno inserendo esclusivamente impianti mammari. I vantaggi in generale consistono nella possibilità di grandi miglioramenti estetici con piccole incisioni nascoste, a differenza ad esempio della mastoplastica riduttiva o della mastopessi in cui sono necessarie cicatrici più evidenti per ottenere risultati estetici soddisfacenti.
Le deformità costituzionali e le grandi asimmetrie tuttavia possono necessitare di protesi di differenti dimensioni e in casi rari, può rendersi necessaria la riduzione della mammella più grande mediante mastoplastica riduttiva. Altri casi ancora prevedono la necessità di risollevare un seno eccessivamente caduto e può rendersi necessaria l'associazione della mastopessi.

L'intervento inoltre produce un risultato individuale variabile secondo il biotipo della paziente: la forma e la posizione delle mammelle, la posizione dei complessi areola-capezzolo, la forma delle pieghe sottomammarie e il tipo di torace andranno influenzare il risultato finale dell'intervento. Occorre orientare preventivamente la paziente in relazione alle piccole asimmetrie già esistenti che l'intervento non è in grado di eliminare e fino a che punto possano essere tollerare per evitare l'insoddisfazione nel postoperatorio. Il risultato ottenibile non può essere valutato insomma sulla base di paragoni a situazioni costituzionali differenti.

Ricovero

ricovero


Ricovero i miei pazienti in clinica il giorno dell'intervento e li dimetto in giornata, in regime di day hospital.

Durata dell'intervento

durata


L'intervento dura circa 40-90 minuti. Preferisco utilizzare l'anestesia locale associata alla sedazione in presenza dell'anestesista ed in alternativa l'anestesia epidurale alta.

Medicazioni

medicazioni seno


Effettuo la prima visita di controllo dopo 5-7 giorni per la rimozione dei cerotti sulle incisioni, mentre la seconda visita di controllo viene effettuata a distanza di 30 giorni dall'intervento. La visita di controllo finale si effettua dopo circa 3 mesi.

Altre informazioni

L'intervento è praticamente indolore nella collocazione sotto la ghiandola mammaria o moderatamente doloroso nella collocazione sottomuscolare degli impianti, necessitando a volte l'utilizzo di farmaci analgesici per 3-5 giorni. La paziente rimane per una settimana con un cerotto di carta microporoso sull'incisione e per un mese con una fascia toracica che passa sotto le braccia e sopra le mammelle. Quest'ultima aiuta a mantenere le protesi nella posizione adeguata. Per l'esposizione al sole è necessaria la scomparsa delle macchie e delle ecchimosi sulla pelle. La ripresa delle attività lavorative e di relazione è sempre funzione della capacità di recupero costituzionale del singolo individuo, quindi non sempre programmabile, comunque con miglioramenti post-operatori adeguati generalmente a partire dal settimo, decimo giorno post-operatorio.

 

 

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